Galileo, Dialogo Ascolto Confronto

Gian Luigi Burlini

Presidente del Collegio degli Ingegneri di Padova

Sono passati quasi venticinque anni da quando il Collegio degli Ingegneri di Padova ha fondato la rivista Galileo, venticinque anni che hanno visto una straordinaria accelerazione in tutti gli aspetti della vita, da quello tecnico, a quello politico, a quello, in senso più lato, culturale. Ovviamente anche Galileo è cambiata, nella veste grafica, nel numero di pagine, (oggi anche in versione digitale) … ma in questa necessaria e doverosa evoluzione, mi sembra che tre parole chiave abbiano continuato da allora a oggi, a dare unità e a guidare l’impo­sta­zione della rivista: dialogo, ascolto corretto, confronto leale. Fin dall’inizio, infatti, Galileo ha voluto essere non un giornale degli ingegneri, con contenuti strettamente tecnici ma piuttosto, ambiziosamente, un luogo di dialogo. Ogni esperienza, ogni seria riflessione porta con sé attenzioni e sottolineature diverse, può aprire e offrire nuovi punti di vista: non è facile però mettere in dialogo tutto questo. Dialogare significa e comporta ascoltare le ragioni altrui, conoscere e comprendere le diverse posizioni, accogliere la complessità come cifra del sapere e del pensare. È un metodo, ma anche un atteggiamento, una filosofia di vita, nel senso più autentico di perseguire una ricerca comune ascoltando le ragioni e i punti di vista come elementi non escludenti di una sintesi sempre in evoluzione. La coesistenza in Galileo di articoli di natura diversa, da quelli di tipo economico a quelli più tecnici, a quelli di interesse politico riguardanti cioè la polis, la costruzione comune di una civiltà e di una cultura, ha programmaticamente voluto creare la possibilità di ascoltare senza giudizi previ, e di mettere in comune la parzialità delle varie posizioni, non per costringerle a uniformità, né per giustapporle l’una all’altra, ma per mettere in risalto la complessità della realtà in cui viviamo, e fornire gli elementi per una possibile sintesi personale, sempre in divenire. Come è in divenire la vita e il pensare. Anche in questo numero speciale dedicato al ponte di Messina e alle problematiche dei rapporti economici e culturali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Galileo rimane fedele alla sua tradizione di essere un luogo di dialogo e di confronto. Se Infatti, a partire dalla grande opera di Fernand Braudel, cui evidentemente il titolo della tavola rotonda organizzata s’i­spi­ra, il ponte di Mes­sina non è visto solo come una grande opera di ingegneria, che mette in rapporto più stretto Calabria e Sicilia, ma anche come recupero e riproposta di quella civiltà mediterranea cui l’Italia può e deve dare un contributo, la nostra rivista dà il suo apporto in coerenza con l’ispirazione primaria che il suo direttore, il prof. Siviero, ha lungo questi anni perseguito e attuato. •